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Il 1979, anno della mia specializzazione in Diritto Comunitario, assisteva ad un importante momento nella costruzione dell'Unione: l'elezione a suffragio universale del Parlamento Europeo; il 2002 assiste ad alcune vicende straordinarie nella lunga marcia verso la costruzione dell'Europa: innanzitutto la moneta unica che non e soltanto un significativo fatto economico-finanziario ma e soprattutto una importantissima pacifica conquista politica del popolo europeo dall'Atlantico al Mar Nero, dal Mar del Nord al Mediterraneo, che ha scelto di battere una unica moneta. L'allargamento dell'Unione a dieci nuovi paesi, inoltre, arricchisce la bandiera dell'Europa fino a 25 stelle, con 76 milioni di nuovi cittadini, ed un aumento del reddito di 7 o 8 punti in piu.
Quest'ultimo dato e una delle sfide dei prossimi anni: bisognera riformare i principali strumenti finanziari dell'Unione, e cioe i fondi strutturali e rivedere la ripartizione delle sovvenzioni all'agricoltura.
Infine c'e la Convenzione che sta lavorando alla nuova Costituzione Europea; e l'altra occasione importante per riformare il diritto internazionale che dovra governare la globalizzazione e non lasciarla in balia del mercato; definire un codice anche etico universale e rivedere i principi fondamentali; il nuovo diritto internazionale dovra disciplinare lo sviluppo, dare una risposta etica e giuridica insieme, alle crisi internazionali e prevedere forti sanzioni contro i protezionismi commerciali.
La globalizzazione rappresenta nel terzo millennio quello che le guerre hanno rappresentato nel millennio precedente, per questo occorre governarla superando le vecchie teorie economiche e giuridiche. Giacche i suoi maggiori rischi, se la si lascia in balia del mercato, sono: l'aggravamento delle diseguaglianze nella redistribuzione delle ricchezze del mondo; la sovraesposizione dei paesi piu poveri alle crisi internazionali ed agli egoismi delle loro classi privilegiate con il conseguente sviluppo incontrollato della migrazione.
Di fronte a queste sfide si pongono i problemi di legittimazione democratica delle istituzioni dell'Europa, si deve disciplinare e rispettare una nuova categoria di beni, quelli pubblici globali di cui fanno parte i beni dell'Unione Europea, anche quelli patrimoniali che vanno usati con parsimonia ed attenzione e non vanno sprecati imprudentemente, sottraendoli alla loro legittima destinazione, vale a dire ai fondi strutturali e cioe agli aiuti alle regioni meno sviluppate ed alle politiche di sovvenzione dell'agricoltura per far fronte al problema, ancora insoluto, della fame nel mondo. Sui contributi che gli Stati Membri riversano nella casse dell'Unione occorrera concentrare una vera e propria politica dell'attenzione e non ci si dovra sottrarre dall'obbligo di esercitare il controllo democratico sulla politica di spesa dell'Unione Europea.
La costituzione dell'Unione europea non dovra essere seconda a quella dei padri fondatori degli Stati Uniti d'America ne per valori morali, ne per contenuti giuridici, ne per lo spazio riservato ai diritti civili.
Essa dovra fondarsi sulle radici cristiane del vecchio continente e dovra mettere al centro del nuovo sistema dei diritti, i principi e i valori che affermano la dignita della persona, il suo diritto al lavoro e alla pacifica coesistenza.

                                                         Nunzio Roberto Valenza